
- Differenziazione metallurgica avanzata: acciai Duplex, Super Duplex e superleghe
- Metodologie diagnostiche sul campo e protocolli di Positive Material Identification (PMI)
- Protocolli di campionamento, bonifica superficiale e tracciabilità del saggio
- Meccanismi di quotazione, penalità siderurgiche ed elementi inquinanti
- Inquadramento normativo, End of Waste e intermediazione ambientale specializzata
Settembre 9, 2026
Patrimonio industriale
Valorizzazione degli impianti dismessi in Lombardia
Declassamento commerciale
Liquidare le superleghe come generico acciaio inox 18-8 comporta una grave dispersione di valore per l’azienda cedente.
Titolo analitico degli elementi
Le fonderie secondarie remunerano la concentrazione ponderale di nichel, cromo, molibdeno, titanio e niobio.
Canalizzazione specializzata a Dorno
Caratterizzazione analitica rigorosa per intercettare la domanda dei trasformatori finali con la massima trasparenza.
Nei programmi di dismissione, revamping e demolizione industriale che interessano il polo chimico, farmaceutico e manifatturiero della provincia di Pavia e dei territori limitrofi lombardi, la gestione del parco rottami richiede competenze tecniche specialistiche fornite da Eco Lombarda Rottami. Per decenni, lo smaltimento dei materiali metallici resistenti alla corrosione è stato affrontato liquidando le frazioni inossidabili come generico rottame di acciaio inossidabile non magnetico, assimilato alle classi commerciali 18-8 o AISI 304. Questa consuetudine operativa comporta una svalutazione economica marcata per l’impresa cedente, poiché scambiatori di calore, colonne di distillazione, reattori chimici e forni di processo impiegano frequentemente leghe metalliche pregiate ad altissimo tenore di elementi nobili.
La metallurgia primaria e le fonderie di seconda fusione non quotano il rottame in base alla massa ferrosa complessiva, bensì parametrando il valore sul contenuto ponderale dei metalli nobilitanti quali nichel, cromo, molibdeno, niobio e titanio, secondo i principi divulgati dalla World Stainless Association. Il declassamento delle superleghe o di un acciaio inossidabile avanzato a rottame siderurgico comune disperde il valore finanziario di questi elementi, i quali finiscono diluiti nei bagni fusori senza alcuna remunerazione del loro titolo analitico. Un approccio non differenziato trasforma risorse ad altissimo rendimento in semplici scarti a basso margine.
La transizione verso un modello di economia circolare ad alta redditività presuppone una tempestiva caratterizzazione analitica del materiale prima delle operazioni di cesoiatura o riduzione volumetrica. In questo panorama, la storica presenza operativa a Dorno di Eco Lombarda Rottami, attiva sul mercato dal 1950 nei comparti dello smaltimento di rottami ferrosi e della gestione di metalli speciali, offre alle industrie del territorio un canale qualificato per la corretta canalizzazione e valorizzazione delle leghe madri. L’intermediazione trasparente e supportata da rigorose verifiche strumentali consente di intercettare le curve di domanda dei trasformatori finali, massimizzando il rendimento del cespite dismesso.
Classificazione metallurgica
Composizioni chimiche e proprietà delle leghe industriali
24-26% Cr | 19-22% Ni
Resistenza termica fino a 1100 °C per forni e scambiatori.
22% Cr | 5-6% Ni | 3% Mo
Struttura bifasica austenite-ferrite ad alta resistenza a corrosione.
25% Cr | 7% Ni | 4% Mo
Formulazione avanzata per ambienti marini e chimici aggressivi.
58-72% Ni | Cr | Mo | Nb
Superleghe per temperature estreme e sollecitazioni severe.
57% Ni | 15-17% Mo | 16% Cr
Resistenza chimica eccezionale in ambienti riducenti e ossidanti.
63-67% Ni | 28-34% Cu
Lega binaria priva di cromo ma dotata di elevatissimo valore intrinseco.
Differenziazione metallurgica avanzata: acciai Duplex, Super Duplex e superleghe
Le apparecchiature industriali operanti in regime di severa sollecitazione chimica e termica integrano formulazioni metallurgiche altamente eterogenee, ciascuna concepita per contrastare specifici fenomeni degradativi come l’attacco da acido solforico, il pitting da cloruri o la tensocorrosione. Identificare la collocazione originaria dei materiali nell’impiantistica permette di pianificare una demolizione industriale selettiva, separando le leghe austenitiche speciali, le strutture bifasiche e le superleghe a base nichel prima dello stoccaggio. Questa meticolosa segregazione fisica evita contaminazioni incrociate che abbatterebbero le quotazioni di vendita.
Tra le formulazioni austenitiche superiori risalta l’acciaio inossidabile AISI 310 rifuso (codificato secondo la designazione europea EN 1.4845), contenente tra il 24% e il 26% di cromo e tra il 19% e il 22% di nichel, specificamente impiegato per componenti di forni e scambiatori operanti fino a 1100 °C. A questo si aggiungono le varianti stabilizzate come l’AISI 321 con titanio o l’AISI 347 stabilizzato al niobio. Sul mercato del riciclo, tali alliganti pregiati garantiscono un premio economico contrattuale rispetto al comune AISI 304, a condizione che la partita sia totalmente priva di inclusioni ferrose ordinarie.
Una categoria merceologica distinta e ad alta remunerazione è costituita dalla famiglia degli acciai inossidabili Duplex e Super Duplex, caratterizzati da una microstruttura bifasica equi-ripartita tra austenite e ferrite. Il grado standard 2205 (UNS S31803 / UNS S32205, EN 1.4462) contiene nominalmente il 22% di cromo, il 5-6% di nichel e circa il 3% di molibdeno, mentre le leghe Super Duplex come il 2507 (UNS S32750, EN 1.4410) raggiungono il 25% di cromo, il 7% di nichel e il 4% di molibdeno. Rispetto a un convenzionale AISI 316, un carico puro di Duplex incorpora un tenore di molibdeno e cromo sensibilmente superiore, che ne accresce il valore di conferimento quando accompagnato da certificazione di purezza chimica.
Il segmento apicale del recupero industriale è rappresentato dalle superleghe a base nichel, in cui il ferro non rappresenta più la matrice prevalente bensì un elemento residuale di lega. In questo gruppo spicca la serie Inconel: l’Inconel 600 (UNS N06600) racchiude un minimo del 72% di nichel abbinato a un 14-17% di cromo; l’Inconel 625 (UNS N06625) associa a una base del 58% di nichel un 20-23% di cromo, un 8-10% di molibdeno e oltre il 3% di niobio; l’Inconel 718 (UNS N07718) integra elementi indurenti per precipitazione, risultando comune in dischi di turbine e reattori ad altissima pressione.
Completano il panorama delle leghe ad altissima concentrazione l’Hastelloy C-276 (UNS N10276), che combina circa il 57% di nichel con un tenore di molibdeno compreso tra il 15% e il 17% e un 14,5-16,5% di cromo, e il Monel 400 (UNS N04400), lega binaria nichel-rame priva di cromo ma dotata di un valore intrinseco elevato per via del 63-67% di nichel. Trattare queste leghe alla stregua di scarti siderurgici misti distrugge il margine potenziale dell’operazione di dismissione, sottraendo preziose risorse al ciclo di rifusione ad alta specializzazione.
Diagnostica strumentale
Protocolli di controllo e identificazione positiva dei materiali (PMI)
Spettrometria portatile HH-XRF
Analisi non distruttiva con rivelatori SDD per quantificare istantaneamente Cr, Ni, Mo, Nb, Ti, Cu e W.
Spettrometria Spark-OES
Scarica a scintilla in atmosfera di argon per discriminare i gradi a basso carbonio come il 316L dallo standard.
Linee guida ASTM E1476
Protocolli procedurali per l’identificazione quantitativa certa dei metalli mediante saggi sul campo.
Metodologie diagnostiche sul campo e protocolli di Positive Material Identification (PMI)
Per scongiurare il declassamento commerciale e attestare la conformità dei lotti destinati all’intermediazione, la qualificazione del rottame metallico sul luogo di smantellamento non può affidarsi ad apprezzamenti empirici o alla documentazione di progetto, spesso resa obsoleta da pregressi interventi di manutenzione. Lo standard di riferimento tecnico internazionale per stabilire l’idoneità delle metodologie di cernita è delineato dalla normativa stabilita da ASTM International – ASTM E1476. Tale norma fornisce le linee guida sistematiche per verificare la corrispondenza dei gradi metallici mediante controlli non distruttivi e quantitativi di comprovata accuratezza scientifica.
La disamina in situ prevede un’iniziale separazione per via fisica: mentre gli inossidabili austenitici convenzionali allo stato ricotto sono completamente amagnetici, gli acciai Duplex esibiscono una marcata risposta ferromagnetica per via della fase ferritica. Tuttavia, il solo saggio magnetico è insufficiente, poiché un Duplex potrebbe essere confuso con un inossidabile ferritico serie 400 di scarso valore, oppure con un acciaio al carbonio comune. Gli spot test chimici per via umida, basati su reazioni colorimetriche con dimetilgliossima, confermano qualitativamente la presenza superficiale di nichel, ma risultano del tutto inadatti a quantificare le percentuali di alliganti richieste dai capitolati delle fonderie.
La pietra angolare della cernita moderna è costituita dalla spettrometria portatile a fluorescenza di raggi X (HH-XRF), fondamento operativo dei protocolli di identificazione certa illustrati nella Bruker PMI Guide. L’analizzatore XRF emette una radiazione primaria ionizzante che rimuove elettroni dai gusci atomici interni degli elementi costituenti il campione. Il successivo riposizionamento degli elettroni periferici provoca l’emissione di raggi X secondari a lunghezza d’onda caratteristica di ciascuna specie atomica presente nella lega.
Tramite rivelatori al silicio a deriva (SDD), lo strumento calcola in pochi secondi la concentrazione percentuale esatta di cromo, nichel, molibdeno, niobio, titanio, rame e tungsteno, confrontando i parametri analitici con un archivio digitale integrato. Ciò permette di distinguere istantaneamente un AISI 316 da un AISI 304 per mezzo del picco del molibdeno, oppure di differenziare una lega Inconel 625 da un Duplex 2205 senza arrecare alcuna alterazione morfologica al pezzo. L’accuratezza della misura protegge la marginalità dell’operatore durante le transazioni commerciali.
Qualora la valorizzazione contrattuale richieda la quantificazione esatta di elementi leggeri come il carbonio o l’azoto, la fisica dei raggi X incontra una barriera strumentale per i numeri atomici inferiori a quello del magnesio. La discriminazione tra un grado a bassissimo tenore di carbonio come il 316L (carbonio inferiore allo 0,03%) e un 316 standard (fino allo 0,08%) richiede l’ausilio della spettrometria a emissione ottica con scarica a scintilla (Spark-OES) in atmosfera controllata di argon. La scarica elettrica vaporizza una frazione infinitesimale del manufatto metallico generando un plasma ottico: la misurazione delle righe di emissione luminosa nell’ultravioletto restituisce con esattezza il tenore di carbonio residuo, parametro vincolante per gli acquirenti specializzati nella produzione di acciai da forgia ad alta purezza.
Procedura operativa
Preparazione del campione e tracciabilità analitica
Abrasione dello strato corticale
Rimozione da 0,5 a 1,5 mm con dischi in carburo di silicio o zirconio privi di zolfo e leganti organici.
Campionamento probabilistico
Mappatura multipla sulle diverse sezioni saldate dell’impianto con marcatura alfanumerica indelebile.
Taglio meccanico a freddo
Prelievo provini con segatrici a nastro, vietando le torce termiche per evitare alterazioni chimiche.
Protocolli di campionamento, bonifica superficiale e tracciabilità del saggio
L’impiego degli analizzatori spettrometrici più sofisticati produce risultanze distorte qualora il campione esaminato non risulti chimicamente rappresentativo del substrato strutturale. L’esposizione prolungata dell’impiantistica industriale a fluidi di processo, sbalzi termici e fumi genera strati passivanti, incrostazioni saline, depositi carboniosi da cokificazione o contaminazioni solforate. Rilevare il segnale su queste incrostazioni esterne compromette l’attendibilità del dato, inducendo una sottostima degli alliganti nobili presenti nella matrice metallica.
In accordo con le procedure codificate dalla norma ASTM E1476, la preparazione della superficie costituisce una fase propedeutica inderogabile. Gli operatori devono provvedere alla rimozione meccanica dello strato corticale alterato impiegando una smerigliatrice angolare dotata di disco abrasivo in carburo di silicio o zirconio. È fatto espresso divieto di utilizzare dischi con leganti organici arricchiti di zolfo o spazzole metalliche in acciaio al carbonio comune: queste ultime rilasciano microparticelle ferrose che alterano la lettura, originando falsi positivi sul ferro e deprimendo artificialmente le percentuali rilevate di nichel e cromo.
La profondità di abrasione meccanica deve raggiungere il metallo vergine incontaminato, operando solitamente tra 0,5 e 1,5 millimetri al di sotto della superficie originaria. Questa lavorazione preliminare garantisce un’area di contatto perfettamente planare, pulita e priva di tracce di oli lubrificanti, ossidi o vernici protettive. Soltanto operando su un substrato metallico intatto è possibile ottenere una lettura spettrometrica conforme ai rigidi parametri di collaudo richiesti dai trasformatori finali.
La validità commerciale del lotto poggia inoltre sulla corretta formulazione del piano di campionamento probabilistico, secondo le indicazioni della letteratura metrologica applicata ai materiali sfusi. All’interno di una singola unità di processo dismessa coesistono sovente leghe eterogenee saldate tra loro. In uno scambiatore a fascio tubiero, ad esempio, i tubi possono essere realizzati in Inconel 600, le piastre tubiere in acciaio Duplex e il fasciame esterno in acciaio legato ferritico placcato; il protocollo operativo impone misurazioni multiple in situ su ciascuna sezione costruttiva prima del sezionamento, procedendo alla successiva marcatura alfanumerica indelebile dei componenti segregati.
Il prelievo di provini metallici destinati a controanalisi distruttive di laboratorio deve essere eseguito esclusivamente mediante taglio meccanico a freddo con segatrici a nastro o carotatrici dedicate. È tassativamente vietato l’uso di torce da taglio termico nei pressi della zona di campionamento: il gradiente termico sviluppato dalla fiamma può volatilizzare elementi alliganti a basso punto di fusione o indurre precipitazioni intergranulari di carburi, alterando la microstruttura del provino e inficiando la validità dei riscontri analitici.
Parametri di mercato
Formazione del prezzo e contaminanti critici nelle fonderie
Quotazione LME
Valore basato sul Cash Settlement del nichel più i crediti per Mo e Cr.
Rame e stagno
Infragilimento a caldo in laminazione: tolleranze massime dello 0,30% Cu e 0,02% Sn.
Fosforo e zolfo
Sopra lo 0,03% causano cricche a caldo nei getti d’acciaio rifuso.
Morfologia pesante
I tagli solidi garantiscono un’alta resa fusoria rispetto alle torniture fini.
Meccanismi di quotazione, penalità siderurgiche ed elementi inquinanti
Il valore di transazione delle partite di superleghe e acciai inossidabili ad alta lega non segue le dinamiche fisse del ferro da costruzione, ma si relaziona direttamente all’andamento delle borse globali delle materie prime vergini, consultabili tramite il listino del London Metal Exchange. Nel commercio specialistico dei rottami legati, la formula contrattuale parte dalla rilevazione della quotazione ufficiale Cash Settlement del nichel al London Metal Exchange, espressa in dollari per tonnellata metrica, parametrata alla percentuale di nichel asseverata nel lotto mediante saggio analitico.
A questa componente primaria vengono aggiunti i crediti monetari per il contenuto di cromo e molibdeno, calcolati in base agli indici di riferimento per il ferro-cromo ad alto carbonio e il ferro-molibdeno, al netto dei margini di rifusione e recupero stabiliti dal trasformatore. Di conseguenza, una tonnellata di Inconel 625 viene liquidata per un controvalore finanziario incomparabilmente più alto rispetto a un rottame inossidabile comune, premiando la concentrazione chimica certificata della partita metallica conferita.
Tale redditività può tuttavia essere drasticamente compromessa qualora il lotto contenga elementi inquinanti indesiderati, noti nel gergo siderurgico come veleni della carica metallica. Le acciaierie di leghe speciali operanti con forni ad arco elettrico sommerso o impianti di rifusione sotto scoria elettroconduttrice (ESR) applicano rigidi limiti di tolleranza chimica, sanzionando le partite non conformi:
- Presenza di rame e stagno oltre soglia, con limiti massimi dello 0,30-0,50% per il rame e dello 0,02% per lo stagno per scongiurare l’infragilimento a caldo in laminazione.
- Contaminazione da piombo e zinco volatili, che vaporizzando a basse temperature aggrediscono i rivestimenti refrattari dei forni fusori e inquinano i fumi.
- Inclusioni di fosforo e zolfo superiori allo 0,03%, responsabili della comparsa di microcricche e fessurazioni nelle saldature dei getti siderurgici colati.
Le impurità non metalliche estranee come morchie chimiche, guarnizioni in elastomero, isolanti in fibre ceramiche o residui di verniciatura comportano immediate detrazioni di tara e pesanti aggravi per oneri di decontaminazione imputati al cedente. Sotto il profilo morfologico, il mercato premia in modo netto i tagli solidi pesanti rispetto al materiale sminuzzato o alle torniture sciolte, poiché piastre spesse, barre piene e spezzoni di tubo bonificato assicurano un’ottimale densità di stivaggio nei forni e garantiscono rese fusorie elevate, riducendo l’ossidazione della carica liquida.
Al contrario, le torniture e i trucioli fini, pur conservando la corretta impronta chimica della superlega originale, presentano un rapporto superficie/volume estremamente sfavorevole. Questa geometria aumenta sensibilmente le perdite per ossidazione e scoria durante la fusione e cela l’insidioso rischio di contaminazione da oli emulsionati clorurati impiegati nelle lavorazioni meccaniche d’officina; per tali ragioni, i materiali sminuzzati subiscono sistematicamente penalizzazioni percentuali rispetto ai rottami massicci.
Quadro regolatorio
Conformità ambientale e requisiti di circolazione
Regolamento UE n. 333/2011
Criteri End of Waste per la cessazione della qualifica di rifiuto: impurità non metalliche inferiori all’1%.
Codifica CER e formulario FIR
Gestione come rifiuti speciali per i materiali privi di lavorazione e attestazione radiometrica in cantiere.
Albo Gestori Categoria 8
Intermediazione commerciale senza detenzione garantita da fideiussioni e Responsabile Tecnico.
Inquadramento normativo, End of Waste e intermediazione ambientale specializzata
La valorizzazione delle leghe speciali nell’ambito del decommissioning deve armonizzarsi con le normative ambientali che disciplinano il transito dei residui industriali. Affinché un elemento metallico dismesso perda la qualifica giuridica di rifiuto e possa circolare come bene merceologico privo delle restrizioni applicate alla gestione dei rifiuti, devono essere tassativamente soddisfatti i parametri stabiliti a livello europeo dal Regolamento (UE) n. 333/2011 emanato dal Consiglio Europeo.
Tale provvedimento comunitario stabilisce che i rottami di ferro, acciaio e alluminio cessano di essere considerati rifiuti se l’operazione di recupero rispetta criteri precisi: il materiale deve essere segregato alla fonte o derivare da processi di cernita meccanica; le impurità non metalliche estranee (come plastica, suolo o polveri) non devono eccedere l’1% in peso complessivo; la partita deve risultare esente da residui di oli o catrami ed è obbligatoria l’attestazione dell’assenza di radioattività anomala mediante verifiche radiometriche con sonde a scintillazione.
Il produttore del lotto è tenuto a redigere e trasmettere all’acquirente per ogni spedizione una Dichiarazione di Conformità redatta secondo l’Allegato III del Regolamento, attestando l’adozione di un sistema certificato di gestione della qualità. Nei casi in cui l’impianto in dismissione non completi in loco l’iter per l’End of Waste, i metalli speciali devono essere gestiti come rifiuti speciali identificati tramite codici dell’Elenco Europeo dei Rifiuti (generalmente CER 17.04.05 per ferro e acciaio o CER 17.04.07 per metalli misti) e scortati dal Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR).
Per collocare legalmente queste partite sui canali commerciali più remunerativi a livello nazionale ed europeo, l’operatore deve avvalersi di soggetti dotati delle prescritte autorizzazioni ambientali ministeriali rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali. L’iscrizione alla Categoria 8 dell’Albo Gestori Ambientali, relativa all’intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione, garantisce la totale regolarità della transazione, attestando la presenza di solide garanzie fideiussorie bancarie e la supervisione di un Responsabile Tecnico qualificato a presidio delle procedure.
In questa complessa filiera tecnica e amministrativa si colloca il presidio operativo offerto da Eco Lombarda Rottami S.r.l., punto di riferimento radicato a Dorno per le province di Pavia, Alessandria, Novara e l’intero bacino industriale della Lombardia occidentale. Grazie all’iscrizione alla Categoria 8 e a un’infrastruttura logistica all’avanguardia, l’azienda struttura interventi di valorizzazione su misura per l’industria chimico-manifatturiera dismessa, fornendo dotazioni specifiche per la gestione del cantiere:
- Fornitura di container scarrabili dedicati con volumetrie da 3 a 30 metri cubi per la segregazione differenziata immediata delle leghe madri in cantiere.
- Parco automezzi autorizzati con caricatori a ragno idraulici per la movimentazione rapida e sicura di pezzi pesanti e fasciame di reattori.
- Interventi di demolizione industriale controllata eseguiti da maestranze specializzate con taglio meccanico a freddo o ossitaglio protetto.
- Rilevazioni di pesatura certificata a terra e campionamenti spettrometrici con rilascio di reportistica analitica dettagliata.
La possibilità di eseguire pesature certificate direttamente sul sito e il supporto di analisi spettrometriche garantiscono una totale trasparenza contrattuale tra il detentore del cespite dismesso e i poli siderurgici di recupero. L’integrazione tra rigore analitico metallurgico, tempestività logistica e piena conformità autorizzativa consente agli operatori industriali di estrarre la massima redditività finanziaria dalle leghe speciali, trasformando una voce di costo per smantellamento in una rilevante fonte di liquidità aziendale.
Conclusioni
La corretta gestione dei rottami legati derivanti dalla dismissione di impianti chimici e termici rappresenta una disciplina ad alto valore aggiunto che impone un netto superamento delle pratiche di cernita tradizionali. L’adozione di rigorosi protocolli di identificazione positiva dei materiali, l’analisi spettrometrica non distruttiva e la bonifica superficiale prescritta dagli standard internazionali consentono di blindare il valore reale delle superleghe a base nichel e degli acciai inossidabili speciali. Affidarsi a partner specializzati dotati delle necessarie autorizzazioni ambientali e logistiche trasforma lo smantellamento industriale in un’operazione virtuosa di economia circolare, capace di massimizzare la marginalità economica nel pieno rispetto della legalità.