Luglio 24, 2025

Nel settore dello smaltimento dei rottami metallici a Dorno, in provincia di Pavia, Eco Lombarda Rottami S.r.l. si distingue come realtà specializzata nel recupero e riciclo dei metalli. L’azienda opera nel pieno rispetto delle normative vigenti, offrendo servizi completi di ritiro e trasporto dei rifiuti metallici, inclusi quelli derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita (i cosiddetti RAEE). Questo significa che non solo si occupa dello smaltimento in sicurezza di tali rifiuti, ma valorizza i materiali contenuti al loro interno attraverso processi di recupero avanzati. In particolare, i metalli estratti dai RAEE possono essere reintrodotti nel ciclo produttivo, trasformando ciò che era un rifiuto in una risorsa utile e contribuendo all’economia circolare a livello locale e nazionale.

Cosa sono i RAEE e perché recuperare i metalli

I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) comprendono una vasta gamma di dispositivi alimentati a corrente o batterie che, giunti a fine vita, diventano rifiuti speciali. Si va dai grandi elettrodomestici come frigoriferi e lavatrici, ricchi di ferro e acciaio recuperabili, fino ai piccoli dispositivi elettronici come smartphone e tablet, che contengono quantità significative di metalli preziosi quali oro e argento. Questi rifiuti rappresentano allo stesso tempo una potenziale fonte di inquinamento (a causa di componenti nocivi come mercurio, piombo, cadmio, ecc.) e una preziosa fonte di materiali riutilizzabili. Recuperare i metalli dai RAEE è fondamentale per diversi motivi: si evita la dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose, si riduce la necessità di estrarre nuove materie prime e si sfruttano risorse già disponibili all’interno dei rifiuti. Infatti, dai RAEE è possibile recuperare una grande varietà di materiali, tra cui metalli ferrosi, metalli non ferrosi (come alluminio e rame) e metalli preziosi, oltre a vetro e plastiche, che opportunamente trattati possono essere riutilizzati in nuovi processi produttivi. Una lavatrice o un altro “rottame elettronico” di grandi dimensioni può contenere ad esempio oltre il 30% di metalli ferrosi (ferro, acciaio, ghisa), completamente riciclabili nelle fonderie. Recuperare questi metalli significa quindi ridurre il volume di rifiuti da smaltire e dare nuova vita a materiali che diversamente andrebbero persi.

Il processo di recupero dei metalli dai RAEE

Il processo di recupero dei metalli da apparecchiature RAEE è articolato in più fasi, ognuna cruciale per garantire massima efficienza e sicurezza. Prima fase – Raccolta e stoccaggio: i RAEE vengono inizialmente raccolti presso centri di raccolta autorizzati (isole ecologiche comunali) o ritirati attraverso servizi dedicati, quindi stoccati temporaneamente in ambienti protetti a Dorno e dintorni. Durante questa fase è fondamentale evitare la dispersione di componenti pericolose: i rifiuti elettronici vengono depositati in modo sicuro, al riparo dagli agenti atmosferici, impedendo fuoriuscite di sostanze inquinanti.

Seconda fase – Pretrattamento e messa in sicurezza: prima di procedere al riciclo vero e proprio, si effettua la bonifica dei RAEE rimuovendo manualmente o con attrezzature specifiche tutti i componenti pericolosi o che potrebbero danneggiare i macchinari. Ad esempio, vengono estratti fluidi refrigeranti da frigoriferi e condizionatori, rimossi condensatori contenenti PCB, batterie, interruttori al mercurio e altri elementi nocivi. Questa messa in sicurezza garantisce che le fasi successive avvengano senza rischi ambientali e tutela anche gli operatori e i macchinari da sostanze corrosive o abrasive. Inoltre, si provvede a smontare parti facilmente separabili: in alcuni casi i dispositivi vengono aperti e divisi in sotto-componenti (motori elettrici, cavi, schede elettroniche, involucri in plastica, ecc.), facilitando il recupero selettivo dei diversi materiali.

Terza fase – Triturazione: una volta bonificato, il materiale viene avviato alla frantumazione meccanica. I RAEE (o le parti rimaste dopo lo smontaggio) vengono caricati su un nastro trasportatore ed introdotti in potenti trituratori a più assi, che li riducono in frammenti di circa pochi centimetri. Nel caso di apparecchiature particolari come i frigoriferi, questa operazione avviene in ambienti a atmosfera controllata, per evitare la dispersione di gas lesivi dell’ozono durante la frantumazione. La triturazione è un passaggio chiave perché libera i diversi materiali intrappolati nelle strutture degli apparecchi (metalli, plastiche, circuiti, vetro, ecc.) e li porta a dimensioni adatte alle successive separazioni.

Quarta fase – Separazione dei metalli: il materiale triturato passa attraverso sistemi di separazione automatizzati per isolare le varie frazioni di rifiuto. Un primo separatore magnetico attrae ed estrae tutti i metalli ferrosi (in prevalenza ferro e acciaio), deviandoli su un nastro dedicato o in appositi contenitori. Successivamente, il restante materiale triturato scorre sotto un separatore a correnti indotte (eddy current), il quale genera campi magnetici alternati che respingono i metalli non ferrosi (come alluminio, rame, ottone), separandoli anch’essi dal flusso. Allo stesso tempo, sistemi aspiranti rimuovono le polveri e i residui leggeri, migliorando la qualità dei metalli separati. Al termine di questa fase, si ottengono quindi tre flussi principali: una frazione ferrosa, una frazione di metalli non ferrosi, e una frazione non metallica (costituita da plastiche, vetro, ceramiche e altri materiali). In alcuni impianti, ulteriori passaggi di vagliatura e separazione ottica possono raffinare ancora di più queste frazioni, recuperando ad esempio differenti tipi di plastica o separando il vetro. I metalli ferrosi estratti – che costituiscono una parte consistente del peso dei RAEE, specie nei grandi elettrodomestici – sono pronti per essere inviati alle acciaierie e fonderie, dove verranno fusi e trasformati in nuova materia prima. Analogamente, i metalli non ferrosi come alluminio e rame vengono raccolti e avviati a impianti metallurgici specializzati per il riciclo.

Quinta fase – Estrazione dei metalli preziosi: un capitolo a parte riguarda il recupero di metalli preziosi e rari contenuti nei RAEE, in particolare nelle schede elettroniche di computer, smartphone, televisori e altri dispositivi. Questi componenti elettronici, dopo la separazione meccanica, vengono inviati a impianti specializzati dove si applicano processi chimici e termici ad alta tecnologia. In pratica, si possono utilizzare trattamenti come la pirolisi, che riscalda i materiali in assenza di ossigeno per decomporre le plastiche e isolare i metalli; oppure processi di lisciviazione chimica (leaching) in cui si impiegano solventi acidi per sciogliere selettivamente metalli come oro, argento, rame e recuperarli in soluzione. Successivamente, attraverso tecniche elettrochimiche come l’elettrodeposizione, i metalli preziosi vengono recuperati in forma pura dal liquido in cui erano disciolti. In alternativa, alcune schede elettroniche ad alto contenuto di metalli vengono inviate direttamente a fonderie specializzate (raffinerie di metalli preziosi), dove vengono fuse ad altissime temperature per separare e affinare metalli come oro, argento, platino, palladio e rame. Questa fase è complessa e richiede competenze specifiche, ma consente di valorizzare al massimo i RAEE, recuperando risorse di elevato valore economico. I metalli preziosi così estratti potranno essere riutilizzati per nuovi prodotti tecnologici (ad esempio nuovi circuiti o contatti elettronici) o in altri settori (gioielleria, industria chimica, ecc.).

Ultima fase – Smaltimento dei residui: dopo aver recuperato tutte le frazioni valorizzabili, rimane una parte di materiale di scarto che non può essere riciclata. Questa comprende ad esempio frazioni di polveri, materiali isolanti come schiume poliuretaniche (molto presenti nei frigoriferi) e altre parti non recuperabili. Tali residui vengono inviati a smaltimento sicuro, tipicamente in impianti di termovalorizzazione (inceneritori con recupero di energia) o in discariche controllate, a seconda della loro natura. Grazie all’elevata efficienza dei moderni impianti di trattamento RAEE, fino al 90% in peso di un dispositivo elettrico può essere recuperato sotto forma di materie prime secondarie. Ciò significa che soltanto una minima parte finisce effettivamente eliminata come rifiuto ultimo. L’obiettivo dell’industria del riciclo – perfettamente in linea con i principi di eco-design – è di ridurre sempre più quella quota non riciclabile, spingendo i produttori a progettare apparecchiature più facili da riciclare e prive di componenti problematici.

Tecnologie e aspetti tecnici del recupero

Il recupero dei metalli dai RAEE sfrutta diverse tecnologie avanzate che meritano attenzione. Oltre ai già citati separatori magnetici e a correnti parassite impiegati per dividere i metalli, molti impianti adottano sistemi di raffinazione per migliorare la purezza dei materiali recuperati. Ad esempio, i metalli ferrosi separati possono passare attraverso ulteriori fasi di depurazione per rimuovere eventuali contaminanti (come pezzi di plastica o gomma ancora attaccati), prima di essere pressati in balle o bricchette e avviati in fonderia. I metalli non ferrosi come il rame vengono spesso triturati ancora più finemente (sotto forma di granulato) e passati su tavole densimetriche o altri separatori per distinguerli ulteriormente da piccole impurità. Nell’ambito del recupero di rame e cavi elettrici, ad esempio, esistono macchinari granulatores e vibrovagli che separano la guaina isolante dai conduttori: il risultato è rame puro al 99% sotto forma di granuli da un lato, e plastica dall’altro, entrambi riciclabili. Per le schede elettroniche e i componenti ad alta complessità, alcune aziende impiegano anche processi automatizzati di smontaggio e selezione: robot o sistemi di visione artificiale possono individuare e rimuovere componenti pericolosi o di valore prima della triturazione (come processori, circuiti integrati, condensatori), ottimizzando il recupero successivo dei metalli. Tutti questi accorgimenti tecnologici aumentano il rendimento del riciclo.

Un altro aspetto tecnico cruciale è il controllo dell’impatto ambientale durante il trattamento. Gli impianti di riciclaggio RAEE a norma sono dotati di sistemi di filtrazione dell’aria per trattenere le polveri e i vapori tossici generati nelle fasi di triturazione e separazione. I pavimenti delle aree di trattamento sono impermeabilizzati e dotati di vasche di raccolta, così che eventuali liquidi (oli, acidi dalle batterie, ecc.) non contaminino il suolo. Inoltre, il personale deve operare con dispositivi di protezione individuale e seguire procedure di sicurezza rigorose, data la presenza di materiali pericolosi. Tutte queste misure garantiscono che il recupero dei metalli avvenga in sicurezza, senza rischi per l’ambiente circostante. Dal punto di vista della capacità, gli impianti moderni possono trattare grandi quantità di RAEE in tempi ridotti: mediamente un singolo impianto è in grado di processare tra i 1000 e i 1500 kg di rifiuti elettronici all’ora, a seconda delle dimensioni e configurazione dei macchinari installati.

Normativa sul recupero dei RAEE

Il recupero dei metalli dai RAEE non è soltanto una buona pratica ambientale, ma anche un’attività strettamente regolamentata dalla legge. In Italia, la gestione dei RAEE è disciplinata dal Decreto Legislativo 49/2014, che ha recepito la Direttiva Europea 2012/19/UE in materia di rifiuti elettronici. Questo decreto – successivamente integrato e modificato dal D.Lgs. 118/2020 – stabilisce obblighi precisi per tutti i soggetti coinvolti nella filiera: i produttori di apparecchiature elettroniche devono farsi carico dei costi di raccolta e trattamento a fine vita (in applicazione del principio di Responsabilità Estesa del Produttore), spesso aderendo a consorzi nazionali che coordinano la raccolta e il riciclo. Tali costi sono coperti dall’eco-contributo RAEE che ogni consumatore paga al momento dell’acquisto di un nuovo dispositivo, e che viene destinato proprio a finanziare le operazioni di smaltimento e recupero dei vecchi apparecchi. I distributori (negozi e rivenditori) hanno l’obbligo di ritirare gratuitamente un vecchio apparecchio equivalente quando se ne acquista uno nuovo (sistema “uno contro uno”), e i grandi punti vendita (superfici oltre 400 m²) devono ritirare gratuitamente anche i piccoli RAEE (di dimensione inferiore a 25 cm) senza necessità di acquisto (“uno contro zero”). Dal canto loro, i cittadini sono tenuti a smaltire correttamente i RAEE consegnandoli presso le isole ecologiche comunali o i rivenditori, e non possono gettarli nei rifiuti indifferenziati pena sanzioni, dato l’alto rischio ambientale di una dispersione incontrollata.

Le aziende che effettuano il trattamento dei RAEE – come Eco Lombarda Rottami – devono ottenere specifiche autorizzazioni ambientali e iscrizioni all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, rispettando standard minimi di trattamento imposti dalla legge. A livello nazionale esiste il Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), un organismo che sovrintende all’intero sistema: esso tiene un registro degli impianti autorizzati e raccoglie annualmente i dati sulle quantità trattate attraverso il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale). Gli impianti sono inoltre tenuti a raggiungere determinate percentuali di recupero per ciascuna categoria di RAEE, con l’obiettivo di riciclare la massima parte dei materiali contenuti. Negli ultimi anni, l’Italia ha introdotto ulteriori misure per potenziare il recupero dei materiali critici dai RAEE: con il cosiddetto Decreto “Salva Infrazioni” (DL 131/2024, convertito nella Legge 166/2024) sono state semplificate le procedure di raccolta e deposito dei RAEE e si è posta enfasi sulla valorizzazione delle materie prime strategiche che si possono ottenere dal loro riciclo. Questo adeguamento normativo mira a colmare il gap con gli ambiziosi obiettivi europei di raccolta (65% del venduto annuale) e a scongiurare procedure di infrazione comunitarie, incentivando al contempo campagne di informazione e sensibilizzazione finanziate dagli stessi consorzi di produttori. In sintesi, il quadro legislativo attuale promuove una gestione sostenibile dei RAEE sotto tutti i punti di vista: prevenzione, raccolta capillare, trattamento specializzato e recupero di materiali, con benefici ambientali ed economici per l’intera collettività.

Eco Lombarda Rottami: recupero RAEE a Dorno

Eco Lombarda Rottami, con sede a Dorno (PV), rappresenta un punto di riferimento locale per lo smaltimento e il recupero dei RAEE e dei rottami metallici in genere. Forte di un’esperienza consolidata nel settore, l’azienda è attrezzata per gestire in modo efficiente sia i RAEE di grandi dimensioni (come elettrodomestici e apparecchiature industriali fuori uso) sia i piccoli dispositivi elettronici dei privati. La filosofia di Eco Lombarda è improntata all’economia circolare: ogni rifiuto metallico viene visto come una potenziale risorsa da valorizzare. Attraverso processi all’avanguardia e conforme alle normative ambientali, Eco Lombarda Rottami assicura che dai RAEE vengano estratti e riciclati tutti i metalli recuperabili, riducendo al minimo la quota di scarto. L’azienda offre servizi di raccolta a domicilio e trasporto conto terzi autorizzato, venendo incontro sia alle esigenze di cittadini che necessitano di smaltire vecchi apparecchi, sia alle aziende e attività commerciali che devono gestire rifiuti elettronici professionali.

Un elemento distintivo è l’attenzione alla regolarità e tracciabilità: ogni fase, dal ritiro del RAEE fino al conferimento finale delle materie prime secondarie, viene documentata e segue le procedure di legge. Ciò garantisce ai clienti la massima trasparenza e la certezza che i propri rifiuti elettronici siano trattati in modo corretto e a norma. Eco Lombarda Rottami collabora inoltre con impianti certificati di destinazione finale (fonderie, raffinerie, consorzi di filiera), assicurando che i metalli recuperati a Dorno rientrino effettivamente nei cicli produttivi come materie prime seconde. In un territorio come quello pavese, a vocazione industriale e agricola, la presenza di un servizio qualificato di recupero rottami e RAEE è fondamentale per coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente. Eco Lombarda si pone dunque come partner affidabile per chiunque abbia a cuore una gestione sostenibile dei rottami ferrosi ed elettronici, offrendo competenza tecnica, aggiornamento costante sulle normative e soluzioni su misura per ogni esigenza di smaltimento.

Conclusione

In conclusione, il recupero dei metalli da apparecchiature RAEE è un processo complesso ma imprescindibile nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Grazie ad aziende specializzate come Eco Lombarda Rottami a Dorno, oggi è possibile gestire il fine vita di computer, elettrodomestici e altri dispositivi elettronici in modo sicuro, efficiente e conforme alle leggi. Questo significa proteggere l’ambiente da potenziali inquinanti e, allo stesso tempo, recuperare tonnellate di metalli che possono essere riutilizzati dall’industria, riducendo la necessità di estrarre nuove risorse dal pianeta. L’impegno combinato di normative rigorose e operatori qualificati garantisce che ogni cittadino o impresa abbia gli strumenti per smaltire correttamente i RAEE. Affidarsi a Eco Lombarda Rottami per lo smaltimento dei rottami elettronici in provincia di Pavia significa non solo liberarsi di un rifiuto ingombrante, ma contribuire attivamente a un circolo virtuoso di riciclo e recupero. Ogni metallo recuperato da un vecchio apparecchio è un pezzo di futuro in meno estratto da una miniera: un piccolo ma significativo passo verso un’economia più circolare e un ambiente più pulito.