Gennaio 23, 2026

DAL 1950

Storia e Tradizione

400 TON/MESE

Capacità di Recupero

ISO 9001

Qualità Certificata

Leadership nel Settore Rottami Pavese

Specifiche tecniche dei container scarrabili: volumetria e ingombri operativi

La scelta della corretta volumetria di un cassone scarrabile è determinante per l’efficienza logistica di un cantiere moderno.
Eco Lombarda Rottami dispone di un parco mezzi versatile che comprende cassoni intercambiabili con capacità che spaziano dai 3 ai 30 metri cubi.

Il container da 10 metri cubi è la soluzione ideale per i piccoli cantieri edili o per la raccolta di materiali ad alta densità.
Le dimensioni d’ingombro di un cassone da 10 mc sono tipicamente di 3,30 metri di lunghezza per 2,10 metri di larghezza.

Questa tipologia di contenitore permette di gestire rifiuti pesanti mantenendo un’altezza di carico accessibile, solitamente intorno a 1,40 metri.
Per esigenze di carico intermedie, il modello da 20 metri cubi rappresenta la scelta più versatile per la raccolta su larga scala di rifiuti edili e metallici.

Un cassone da 20 mc presenta dimensioni esterne di circa 6,25 metri in lunghezza e 2,50 metri in larghezza.
L’altezza di 1,50 metri di questa versione consente di stoccare volumi significativi senza compromettere la stabilità del mezzo di trasporto.
I progetti di demolizione più impegnativi richiedono l’impiego di container da 30 metri cubi, progettati per grandi quantità di rifiuti voluminosi.

Questi giganti hanno una lunghezza di 6,25 metri e raggiungono un’altezza di 2,15 metri, permettendo l’alloggiamento di travi e profilati lunghi.

La larghezza standard di 2,50 metri è studiata per garantire la compatibilità con la maggior parte dei sistemi di incarramento scarrabili.

Esistono anche varianti da 30 mc dotate di pressa idraulica incorporata per la compattazione di materiali leggeri come carta e plastica.

Il sistema di aggancio scarrabile, conforme alla norma DIN 30722, permette una sostituzione rapida dei container in loco.

I cassoni a cielo aperto sono preferibili per i rifiuti ingombranti, facilitando il carico tramite escavatori dotati di pinza o polipo.

Al contrario, i container coperti sono necessari per evitare la dispersione di polveri o per proteggere il materiale dagli agenti atmosferici.

L’accessibilità è garantita dalla presenza di una scaletta posteriore e da porte con apertura a libro che facilitano lo scarico.

La portata massima di questi sistemi può raggiungere le 18 o 20 tonnellate, a seconda del telaio dell’autocarro utilizzato.

È essenziale valutare attentamente la lunghezza del braccio idraulico del mezzo per assicurare un posizionamento corretto in spazi ristretti.

La modularità delle casse permette di ottimizzare i tempi di fermo veicolo, riducendo i costi complessivi di trasporto e smaltimento.

Le aziende che necessitano di soluzioni personalizzate possono richiedere cassoni con fianchi ribassati per agevolare il carico di inerti pesanti.

10 MC

20 MC

30 MC

Confronto Volumetrico Container Scarrabili

Dinamiche di carico: pesi specifici e densità dei materiali ferrosi

La pianificazione del carico all’interno di un container scarrabile richiede una conoscenza approfondita delle proprietà fisiche dei materiali da smaltire.

Il ferro presenta un peso specifico elevato, pari a 7874 chilogrammi per metro cubo in condizioni standard.

L’acciaio inox ha una densità simile, oscillante tra i 7480 e gli 8000 chilogrammi per metro cubo, a seconda della lega utilizzata.

Un errore comune consiste nel riempire completamente di rottami ferrosi pesanti un cassone da 30 metri cubi, superando i limiti di legge.

Per i materiali ad alta densità, è fondamentale optare per cassoni con fondo rinforzato da almeno 3 mm di spessore in acciaio antiusura.

Il calcolo del peso totale si ottiene moltiplicando il volume occupato per il peso specifico del metallo conferito.

Altri metalli comuni come il rame presentano una densità ancora superiore, arrivando a circa 8960 chilogrammi al metro cubo.

L’ottone, ampiamente utilizzato nel settore idraulico, ha un peso specifico compreso tra 8400 e 8700 chilogrammi per metro cubo.

Al contrario, l’alluminio è molto più leggero, con una densità che si attesta intorno ai 2700 chilogrammi per metro cubo.

Nei cantieri di demolizione, il calcestruzzo armato ha una densità approssimativa di 2400 chilogrammi per metro cubo a causa dei rinforzi metallici.

Mattoni e laterizi sono decisamente più leggeri rispetto ai metalli, con una densità media tra 1800 e 2000 chilogrammi per metro cubo.

Il gesso e il cartongesso presentano densità molto basse, intorno ai 900 o 1000 chilogrammi per metro cubo, permettendo carichi più voluminosi.

Un carico misto di metalli e inerti deve essere gestito con estrema cautela per evitare sbilanciamenti durante le manovre di sollevamento del braccio idraulico.

L’uso di presse-cesoie idrauliche in impianto permette di ridurre il volume dei rottami, rendendoli più facili da trasportare e più densi.

Il ridimensionamento dei metalli è un passaggio obbligatorio per ottimizzare il processo di fusione nelle acciaierie di destinazione.

Le aziende possono risparmiare notevolmente sui costi di trasporto ottimizzando il riempimento dei cassoni in base alla tipologia di materiale.

La presenza di una scaletta posteriore facilita l’ispezione del carico per verificare che non vi siano sporgenze pericolose fuori dal perimetro del cassone.

I rottami di acciaio possono essere trasformati in nuovi mobili ed elettrodomestici, mantenendo inalterate le proprietà chimiche originali.

Il riciclo dell’acciaio è un pilastro dell’industria siderurgica italiana, con tassi di recupero che superano l’85% della produzione totale.

Affidarsi all’esperienza di Eco Lombarda Rottami garantisce una valutazione corretta dei carichi e il rispetto di tutti i limiti di portata.

KG
Tabella Pesi Specifici (Indicativa)
Ferro / Acciaio

7.8 t/mc

Calcestruzzo

2.4 t/mc

Legno / Misto

0.6 t/mc

Gestione burocratica a Pavia: occupazione suolo pubblico e autorizzazioni SUAP

Il posizionamento di un container scarrabile in aree esterne alla proprietà privata richiede l’ottenimento di una specifica concessione per occupazione di suolo pubblico.

Nel Comune di Pavia, la domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dedicato alle attività produttive.

L’occupazione è definita temporanea se la sua durata prevista è inferiore a un anno solare, tipica situazione dei cantieri di ristrutturazione.

Il richiedente deve essere il legale rappresentante della società o un delegato munito di apposita procura per la presentazione dell’istanza.

I costi per l’avvio della pratica includono marche da bollo del valore vigente e spese di istruttoria fisse.

Il rilascio della concessione è subordinato al pagamento del canone unico patrimoniale, che dal 2021 ha sostituito i precedenti tributi comunali.

L’importo del canone varia drasticamente in base alla categoria dell’area stradale occupata e alla durata complessiva dell’intervento.

Inoltre, è spesso richiesto il versamento di una cauzione, calcolata sulle dimensioni dello spazio pubblico impegnato, con un minimo di 500 euro.

In caso di occupazioni che comportano modifiche alla viabilità o ai marciapiedi, è necessario richiedere l’emissione di un’ordinanza di disciplina della circolazione.

L’attività svolta deve rispettare rigorosamente i limiti di inquinamento acustico previsti dalla normativa locale vigente.

La presenza di morosità pregresse nei confronti del Comune può rappresentare una causa ostativa al rilascio di nuove autorizzazioni.

Le sanzioni per l’occupazione abusiva o non conforme alle disposizioni impartite possono arrivare fino a 3366 euro, oltre all’obbligo di rimozione delle opere.

Per i lavori edili, occorre indicare sempre il procedimento edilizio di riferimento, come il Permesso di Costruire o la SCIA.

Se l’area ricade in zone sottoposte a tutela artistica o culturale, è necessario acquisire il parere preventivo delle autorità competenti.

Le planimetrie allegate alla domanda devono essere in scala adeguata e firmate da un tecnico abilitato ove la legge lo richieda.

Eco Lombarda Rottami supporta le aziende fornendo tutta la documentazione tecnica relativa ai cassoni per agevolare l’iter burocratico.

I cartelli di divieto di sosta necessari per il posizionamento devono essere omologati e posizionati almeno 48 ore prima dell’inizio dei lavori.

La proroga di un’occupazione temporanea va richiesta almeno 30 giorni prima della scadenza naturale dell’autorizzazione originale.

Mantenere il cantiere ordinato e il cassone correttamente segnalato riduce il rischio di contestazioni da parte della Polizia Locale.

L’efficienza nella gestione delle autorizzazioni è fondamentale per evitare ritardi operativi che potrebbero gravare sui costi fissi del cantiere.

DOMANDA TELEMATICA
PAGAMENTO CANONE
POSA CASSONE

Workflow Autorizzativo Comune di Pavia

Classificazione dei rifiuti: codici CER e procedure di tracciabilità

La corretta attribuzione del codice CER è il primo passo obbligatorio per una gestione responsabile dei rifiuti di cantiere.

Il Catalogo Europeo dei Rifiuti identifica i materiali da costruzione e demolizione all’interno della famiglia che inizia con le cifre 17.

Il ferro e l’acciaio prodotti durante le attività di smantellamento devono essere identificati con il codice CER 17 04 05.

Materiali misti derivanti da demolizioni che non contengono sostanze pericolose vengono classificati con il codice CER 17 09 04.

Se i rottami metallici sono contaminati da residui oleosi o vernici tossiche, è necessario utilizzare il codice pericoloso CER 17 04 09*.

Il cemento puro rimosso durante le ristrutturazioni risponde al codice CER 17 01 01, mentre i mattoni al codice CER 17 01 02.

Cavi elettrici e torniture metalliche hanno codici specifici che permettono una separazione efficiente per il recupero dei metalli nobili.

I rifiuti dell’attività di costruzione e demolizione sono classificati come rifiuti speciali e devono essere raggruppati in depositi temporanei distinti.

Eco Lombarda Rottami effettua analisi mirate per l’attribuzione corretta del codice CER in caso di flussi di rifiuti complessi.

Il trasporto dei rifiuti verso l’impianto di Dorno deve essere accompagnato dal Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) regolarmente compilato.

La gestione documentale è fondamentale per garantire la piena compliance normativa ed evitare sanzioni ambientali pesanti.

Il recupero dei metalli avviene mediante procedure semplificate o ordinarie a seconda della tipologia di impianto autorizzato.

I rottami ferrosi trattati secondo i criteri del Regolamento UE 333/2011 perdono la qualifica di rifiuto per diventare Materie Prime Secondarie.

Questo passaggio è essenziale per alimentare la filiera dell’acciaio italiano, che dipende per la quasi totalità dal rottame riciclato.

La separazione minuziosa operata da Eco Lombarda Rottami permette di massimizzare il valore economico di ogni frazione metallica conferita.

L’azienda è autorizzata anche al trasporto di rifiuti speciali pericolosi come l’eternit e le lane minerali in regime ADR.

Ogni carico viene pesato presso la sede di Dorno garantendo la massima trasparenza sulle quantità effettivamente recuperate.

La tracciabilità totale è assicurata dall’uso di sistemi gestionali avanzati che monitorano il rifiuto dal cantiere alla fonderia.

Le aziende ricevono al termine del processo la quarta copia del formulario, che attesta l’avvenuto smaltimento a norma di legge.

Il rispetto di queste procedure non è solo un obbligo legale, ma un contributo concreto alla sostenibilità dell’intero distretto industriale pavese.

Matrice di Classificazione CER 17

17 04 05

Ferro e Acciaio

17 09 04

Rifiuti Misti

17 04 09*

Metalli Pericolosi

17 04 01

Rame e Bronzo

La transizione digitale della tracciabilità: il sistema RENTRI 2025/2026

Il panorama normativo della gestione rifiuti sta attraversando una trasformazione epocale con l’introduzione del sistema RENTRI.

Il Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti digitalizzerà completamente i formulari e i registri di carico e scarico.

Per le imprese con più di 50 dipendenti e per gli impianti di smaltimento, l’obbligo di iscrizione è già scattato all’inizio del 2025.

La seconda finestra temporale di iscrizione riguarda le aziende che producono rifiuti pericolosi con un numero di dipendenti tra 10 e 50.

Questi soggetti devono completare la procedura di registrazione entro il 14 agosto 2025 per non incorrere in pesanti sanzioni.

L’ultima fase di implementazione coinvolgerà le micro-imprese con meno di 10 dipendenti a partire dal 15 dicembre 2025.

La data cruciale da segnare in agenda è il 13 febbraio 2026, quando il FIR digitale diventerà obbligatorio per tutti i soggetti iscritti.

Già dal 13 febbraio 2025, tutti i produttori di rifiuti devono utilizzare i nuovi modelli di FIR cartacei vidimati digitalmente dal portale RENTRI.

Eco Lombarda Rottami è attivamente impegnata nel supportare i propri clienti in questo passaggio burocratico complesso.

La digitalizzazione permetterà una trasmissione dei dati in tempo reale alle autorità competenti, riducendo gli errori di compilazione manuale.

Le aziende devono dotarsi di sistemi informatici interoperabili con la piattaforma ministeriale o utilizzare i servizi gratuiti messi a disposizione dal RENTRI.

L’obbligo di tenere i registri in formato digitale scatterà contestualmente all’iscrizione al sistema.

La formazione del personale addetto alla logistica è un investimento necessario per garantire la continuità operativa del cantiere.

Il sistema RENTRI mira a creare una filiera del riciclo totalmente trasparente, combattendo le ecomafie e il traffico illecito di rottami.

In caso di indisponibilità dei servizi digitali, sono previste procedure di emergenza per assicurare comunque la tracciabilità del trasporto.

Eco Lombarda Rottami fornisce consulenza specialistica per la corretta gestione dei profili utente e delle deleghe all’interno del portale.

La corretta gestione del FIR digitale dal 2026 rappresenterà un prerequisito fondamentale per operare nel settore delle demolizioni industriali.

L’integrazione tra i sistemi GPS dei mezzi e la piattaforma RENTRI aumenterà ulteriormente la sicurezza del trasporto dei rifiuti pericolosi.

Le sanzioni previste dal Decreto Legislativo 152/2006 per la mancata iscrizione o comunicazione sono state aggiornate per essere più dissuasive.

Prepararsi in anticipo alle scadenze del 2025 e 2026 è l’unica strategia vincente per le imprese del distretto pavese che vogliono restare competitive.

SCADENZA 1
14 AGOSTO 2025: Iscrizione Imprese 10-50 dipendenti
SCADENZA 2
13 FEBBRAIO 2026: Obbligo FIR Digitale per tutti

Stato avanzamento transizione digitale: 75%

Economia circolare: trasformare il rottame in risorsa finanziaria

Il recupero dei metalli ferrosi rappresenta uno dei motori principali dell’economia circolare a livello europeo.

Ogni tonnellata di acciaio riciclata permette di risparmiare circa 1,5 tonnellate di minerale di ferro e 0,5 tonnellate di carbone.

Eco Lombarda Rottami garantisce alle aziende valutazioni economiche basate sulle più alte quotazioni di mercato del momento.

Trasformare gli scarti di lavorazione in un utile netto è possibile grazie a processi industriali ottimizzati e certificati.

L’Italia si conferma leader nel settore siderurgico green, producendo gran parte del suo acciaio tramite forni elettrici alimentati a rottame.

La corretta separazione dei metalli in cantiere aumenta esponenzialmente il valore della Materia Prima Secondaria ottenuta.

Rame, ottone e alluminio sono metalli nobili che mantengono quotazioni elevate anche in periodi di volatilità economica.

Eco Lombarda Rottami offre un servizio di pesata certificata in locale che assicura trasparenza assoluta nel rapporto con il fornitore.

Il rottame metallico è oggi considerato una risorsa strategica fondamentale per la transizione ecologica e la decarbonizzazione.

Investire in tecnologie di separazione e riduzione volumetrica permette di abbattere drasticamente i costi logistici globali.

Le aziende che adottano prassi responsabili di recupero beneficiano di un’immagine di mercato più solida e sostenibile.

La tracciabilità totale offerta dall’impianto di Dorno risponde alle crescenti richieste di rendicontazione ESG delle grandi imprese.

I metalli possono essere riutilizzati infinite volte senza perdere le loro proprietà chimico-fisiche originali.

Il risparmio energetico ottenuto tramite il riciclo si traduce in una riduzione della dipendenza dalle importazioni di materie prime.

Affidarsi a un intermediario autorizzato garantisce la certezza che il rifiuto venga effettivamente reimmesso nel ciclo produttivo.

Eco Lombarda Rottami opera come un centro di valorizzazione che trasforma l’onere dello smaltimento in un’opportunità di guadagno.

La consulenza fornita dagli esperti di Dorno aiuta le aziende a ottimizzare la gestione interna dei rifiuti industriali.

In un contesto di scarsità di risorse, il recupero dei metalli ferrosi è diventato un imperativo non solo etico ma strategico.

Le nuove restrizioni sull’importazione di acciaio rendono il rottame nazionale ancora più prezioso per la manifattura europea.

Scegliere Eco Lombarda Rottami significa scegliere un futuro in cui il rifiuto smette di esistere per dare vita a nuova materia.

Fe

FERRO

Cu

RAME

Al

ALLUMINIO

VALORIZZAZIONE MPS – QUOTAZIONI LME